Amore e conflitto nel legame fra sorelle

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Amore e competizione, gelosia, simbiosi e conflitto. Il legame fra sorelle è complicato, intenso e profondo.

Ma stranamente è anche uno dei meno indagati, un punto cieco negli studi delle dinamiche famigliari. Anche per questo motivo Sorelle saggio della psicoanalista Laura Pigozzi rappresenta un interessante reportage sull’argomento. Affronta il tema in maniera esaustiva dall’angolazione psicologica, maturata anche dall’esperienza clinica clinica dell’autrice, che aricchisce poi le sue tesi e i concetti esposti con numerosi esempi storici. Eventi frutto di una minuziosa documentazione che permette di raccontare e analizzare il comportamento di alcune sorelle famose del passato più o meno recente.

La femminilità non si eredita, si sperimenta nel confronto, si inventa lungo tutta la vita, senza alcuna garanzia di successo. E la sorella costituisce un campo di interrogazione infinita sull’argomento.

Per approfondire la relazione sfaccettata della sorellanza, Laura Pigozzi parla anche di “incesto vicario”.

Un fenomeno usualmente generato dal comportamento di una delle sorelle che, a un certo punto, “tradisce” la simbiosi, la coppia, con la sorella scegliendo un altro partner per una relazione d’amore Può accadere allora che la persona/l’intruso che ha provocato la rottura diventi attraente anche per la sorella abbandonata. La competizione da sempre esistente fra scattare anche in campo sentimentale l’urgenza di possedere quello che appartiene all’altra per non sentirsi svantaggiate.

Fra gli esempi celebri l’autrice racconta di Virginia Woolf e della sorella Vanessa. Quando quest’ultima si sposò con Clive Bell, Virginia criticò la scelta, sentendosi abbandonata e negletta. Ma alcuni anni più tardi, instaurò una relazione con il cognato, diventato desiderabile molto probabilmente proprio perchè marito alla sorella maggiore.

Un’altra storia ancor più torbida di “incesto vicario” è quella che riguarda il marchese De Sade.

Ai tempi sposò, con il benestare della suocera, austera e autoritaria presidentessa del Tribunale di Montreil, una ragazza molto ricca. Il fine dell’unione era barattare il titolo nobiliaire dello sposo con l’abbondante denaro della sposa.

La signora De Sade si chiamava Renée Pélagie e aveva una sorella minore, la diciassettenne Anne-Prospère, pronta per prendere i voti. Quando il marchese la conobbe scattò la passione. Mentre la sorella maggiore fece buon viso al tradimento, la suocera presidentessa quando venne a conoscenza dell’affaire giurò vendetta. E infatti fu lei a far passare in carcere quasi tutta la vita al marchese libertino.

La modalità viscerale di relazione, tipica del femminile, che tocca con varie ma sempre intense gradazioni anche le sorelle, è un tratto che nelle gemelle può diventare esplosivo.

A questo proposito, nel saggio troviamo anche la drammatica cronaca che riguarda le gemelle June e Jennifer Gibbons. Nacquero in Inghilterra nel 1963, cresciute in simbiosi, durante l’adolescenza smisero di interagire con parenti e coetanei. Furono considerate bizzarre e poi troppo pericolose. Senza che nessuno si preoccupò troppo di comprendere i disturbi della loro personalità, finirono richiuse in un centro per malati di mente e la loro storia sfociò poi in tragedia.

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